Lo strumento utilizzato per misurare le prestazioni della pedana vibrante professionale Physioplate GOLD è il FastTracer: un accelerometro triassiale di ultima generazione, prodotto dall'azienda Sequoia S.r.l. e collegabile via USB al computer. Dispone di un SW che ritorna in tempo reale il grafico della vibrazione sui tre assi Z X Y. É uno strumento molto preciso con una tolleranza minima: 0,002g e un range d'azione che va da +20g a -20g, quindi ideale per le ns. misurazioni.
I rilevamenti sono stati eseguiti in condizioni diverse, a vuoto e con un soggetto da 87kg, a varie frequenze. Inoltre, per verificare la trasmissione della vibrazione alle aree critiche abbiamo applicato l'accelerometro sulla zona lombare e sulla sommità della scatola cranica.

La posizione in cui abbiamo applicato l'accelerometro sulla pedana è al centro del piatto oscillante, sull'asse tra i due motori.
Come ben sappiamo, è il parametro di accelerazione la principale caratteristica da valutare in una pedana. Le seguenti sono le forme d'onda principali rilevate in modalita High 4 mm.
L'accelerazione è espressa in metri/secondo al quadrato "ms2" per semplicità.
1g = 9,80665 ms2
Z (verticale sù giù) colore azzurro ciano
X (orizzontale avanti indietro) colore giallo
Y (orizzontale destra sinistra) colore rosso magenta
NOTA: nelle rilevazioni abbiamo scelto di non considerare 1g o i 9,8 ms2 di partenza, per allinearci alle misurazioni dei vari produttori. Se si vuole considerare anche la componente di forza G spostate idealmente la sinusoide dell'asse Z di 9,8 ms2 in su.
Se ingrandite l'immagine noterete un'estrema pulizia della vibrazione verticale. L'oscillazione sull'asse X è fisiologica per il momento che si crea con la posizione dei piedi leggermente arretrata rispetto l'asse dei motori. La pedana vibrante verticale è fissata su dei giunti di smorzamento elastici, che sono posizionati in modo da impedire per quanto possibile la traslazione in orizzontale, ma la trasmissione del movimento è sostanzialmente libera ed inerziale. Essendo virtualmente in galleggiamento, la direzione dell'oscillazione risente inevitabilmente del posizionamento del soggetto che si allena. In teoria per ottenere la migliore vibrazione ci si deve posizionare con il proprio baricentro più al centro possibile e mantenere un momento neutro che sia il più verticale possibile. In realtà, per ottimizzare le contrazioni, si utilizzano quasi sempre posizioni che creano momenti non perpendicolari, per cui l'asse X sarà sempre interessato.
Come potete notare, sulle pedane professionali alla stessa frequenza senza peso, l'accelerazione subisce una leggerissima variazione, dell'ordine di un paio di ms2. La sinusoide si sporca un po' per i fenomeni di risonanza meccanica, ma non appena si sale sul piatto oscillante cessano.
Questa è la rilevazione con il sensore applicato in prossimità della vertebra L3. In postura corretta, con l'energia dissipata dalle fasce muscolari degli arti inferiori, come si può vedere dall'immagine, l'accelerazione rilevata è minore di 1g o 10 ms2 per tutti e tre gli assi. Naturalmente non è stato possibile, e non aveva nemmeno molto senso, posizionare l'accelerometro con l'asse Z allineato in verticale. L'importante era allinearlo con la colonna vertebrale.
Per la sicurezza abbiamo fatto due misurazioni molto importanti: la prima in posizione corretta, in cui non si percepiva quasi nulla alla testa. L'accelerometro era posizionato sulla sommità del cranio.
Questa è la rilevazione della vibrazione trasmessa alla testa quando si sta completamente eretti e si scarica tutto sulle articolazioni. Assolutamente da evitare.

Anche se effettuata in forma empirica questa rilevazione ha un suo senso: determinare l'escursione o l'ampiezza della vibrazione del piatto oscillante con un metodo molto semplice ma inconfutabile: carta e matita. L'immagine è ingrandita per facilitarne la comprensione e come si nota c'è pochissima differenza di ampiezza con la pedana sottoposta a carico o meno.
Le rilevazioni che seguono sono misurate al piatto oscillante, in modalità bassa da 2mm e alta da 4 mm.
A queste intensità (=> 20g) lo strumento comincia ad andare fuori scala e la misurazione non è più possibile e tanto meno affidabile.
Anche salendo sulla pedana lo strumento rileva valori di vibrazione fuori scala. La misurazione non è più affidabile.
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