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Marta Molinari PhD

steatosi

Dolce da morire

Ricordate l’articolo sul fruttosio? Stavolta tocca allo zucchero. Sarebbe da mettere nell’elenco delle sostanze dannose al pari di alcol e tabacco.sugar

Non è una mia opinione, ma la posizione di tre importanti ricercatori americani, che hanno pubblicato un editoriale sulla prestigiosa rivista “Nature”.  Per chi non lo sapesse, quello che si pubblica su quella rivista viene visto dalla comunità scientifica internazionale come “la” verità quindi il peso dell’articolo è notevole.

Sappiamo che il consumo di zuccheri porta alla produzione di insulina per abbassare la glicemia e far arrivare i nutrienti all’interno delle cellule.  Il fruttosio, al contrario del glucosio, viene metabolizzato direttamente dal fegato e viene ancora più facilmente convertito direttamente in grasso, che si accumula nel fegato portando alla steatosi.  A parità di calorie, il consumo di alimenti contenenti fruttosio ingrassa di più e fa più danni rispetto ad alimenti contenenti glucosio (quindi amidi, ad esempio).  Lo zucchero da tavola (saccarosio) è composto da una molecola di glucosio e una di fruttosio, quindi il 50% dello zucchero che consumiamo va direttamente al fegato.

E gli zuccheri aggiunti sono dappertutto, difendersi richiede una grande consapevolezza (e occhi buoni per leggere le etichette).  Molti degli alimenti che consumiamo infatti contengono saccarosio, fruttosio, sciroppo di glucosio-fruttosio (a volte indicato come hfcs, sciroppo di glucosio-fruttosio).  A volte ci rendiamo conto della presenza di zucchero aggiunto (nei dolci, è ovvio!) mentre in altri casi l’aggiunta è più subdola, pensiamo ad esempio ai cereali da colazione (anche quelli integrali ricchi di fibra!!), pane, yogurt alla frutta (anche light), bevande, succo di frutta…ma anche alimenti precotti, salumi, salse. L’elenco è lungo, basta poco per eccedere con lo zucchero!

Gli effetti deleteri dell’eccessivo consumo di alimenti e bevande contenenti fruttosio sono noti da tempo (vedi un articolo del 1992), ma l’articolo su Nature spinge il concetto molto più in la.

I ricercatori scrivono:

Nel corso dell’evoluzione, lo zucchero era scarso, lo potevi consumare dalla frutta  solo per alcuni mesi all’anno, e il miele era ben difeso dalle api.  Nell’era moderna lo zucchero viene aggiunto quasi ovunque, lo si trova  in tutti gli alimenti lavorati, e  questo limita le scelte salubri per i consumatori.  La natura ha reso lo zucchero difficile da trovare, l’uomo lo ha fatto diventare abbondante. In alcuni paesi il solo consumo di zuccheri aggiunti “pesa” ben 500Kcal al giorno

Aggiungerei che negli ultimi  300 anni il consumo annuo pro capite di zucchero è aumentato in modo incredibile, in Italia si è passati dai circa 2Kg/anno a persona del 1700 ai soli 25Kg/anno attuali (il più basso consumo in Europa) mentre in America si è passati agli 8Kg/anno del 1800 per salire a 40Kg anno nel 1900, e addirittura nel 2009 il 50% degli Americani consumava fino a 80Kg di zucchero l’anno! Proviamo per una volta a non imitarli.

Nel 2010 un report delle Nazioni Unite ha svelato che per la prima volta nella storia dell’umanità muoiono più persone a causa di malattie croniche non trasmissibili (come l’ipertensione e l’obesità) che per malattie infettive.  Questo dato è scandaloso, significa che più della metà delle morti nel mondo sono causate da malattie evitabili con buon senso, prevenzione e una sana alimentazione.

I fattori che predispongono a queste “malattie del benessere” sono essenzialmente tre: alimentazione, fumo e alcol. La vendita di alcol e tabacco ha delle regole piu o meno restrittive in tutti i paesi del mondo, e ci sono numerose campagne informative volte a prevenirne l’abuso.  Senza contare le tasse imposte su queste sostanze (per preservare la nostra salute o alleggerire le tasche del consumatore? A voi la risposta)

I ricercatori, con l’articolo su nature, propongono una regolamentazione simile sullo zucchero, in quanto principale colpevole non solo dell’obesità ma anche di diabete. Un alto consumo di zucchero è certamente tossico, e nella società moderna è quasi inevitabile, quindi un controllo esterno è auspicabile, scrivono.

Che ne pensate?

Fruttosio? No, grazie

Prendi un caffè? Cosa ci metti, zucchero? Dolcificante? Fruttosio?
Molti scelgono quest’ultimo, credendo di fare meglio. Il fruttosio ha un Indice Glicemico (IG) molto più basso del glucosio, quindi non crea quel picco glicemico che porterà ad avere fame dopo breve tempo, per questo viene addirittura consigliato nei libri sulla dieta Zona.
Pare bene, no?
Pare, ma non è cosi.
L’assunzione di elevate quantità di fruttosio causa insulino-resistenza, ipertrigliceridemia, accumulo di grassi nel fegato (steatosi), infiammazione del fegato, ed aumento dell’uricemia (concentrazione dell’acido urico nel sangue). Le conseguenze?
L’insulino resistenza porta ad obesità addominale, ed è la condizione che precede il diabete e la sindrome metabolica, caratterizzata anche da un livello eccessivo dei lipidi ematici (colesterolo e trigliceridi).
Accumulare grasso nel fegato (steatosi, in questo caso si parla di non-alcoholic fatty liver disease) vuol dire inibirne la funzione, e sappiamo quanto sia vitale questo organo. La steatosi epatica è il problema tipico di chi consuma troppo alcol: è ironico poter soffrire dello stesso problema per un eccesso di succhi di frutta o bevande dietetiche!
Il consumo di fruttosio aumenta in tempi brevissimi la quantità di acido urico nel sangue. Le conseguenze? In primis, il rischio di sviluppare la gotta, dovuta al deposito di cristalli di urato nelle articolazioni. Ma non è finita: l’eccesso di acido urico inibisce la formazione di acido nitrico, che promuove la dilatazione dei vasi sanguigni. Ipertensione quindi, ma anche una maggiore difficoltà per gli uomini a raggiungere l’erezione. Non cosa da poco.
Ma consumiamo davvero tanto fruttosio? Pare proprio di si, soprattutto in maniera inconsapevole. Il fruttosio ha un potere dolcificante maggiore dello zucchero, e viene utilizzato per la produzione di bevante “ipocaloriche”. Ancora più utilizzato è lo sciroppo di glucosio-fruttosio che ha il “pregio” di costare pochissimo, e si trova in quasi tutte le bibite, succhi, biscotti, cereali, merendine ecc che troviamo in commercio.
Gli esperti raccomandano di ridurre il consumo di fruttosio a meno di 25g al giorno. Come fare?
1- Evitare tutte le bevande industriali: soda, aranciata, cola, succhi, the freddi ecc.
2- Evitare più possibile i prodotti confezionati, e comunque leggere l’etichetta, cercando di scegliere prodotti che non contengano sciroppo di glucosio-fruttosio.
3- Lo zucchero da tavola è composto al da glucosio e fruttosio. Bisogna dunque ridurre il consumo di zucchero e dolci vari. Pare impossibile ma è meglio il glucosio puro (anche se di difficile reperibilità)
4- Chi ha già problemi di obesità o insulino resistenza dovrebbe anche fare attenzione al consumo di frutta.