Abbiamo visto in un post precedente (Abbondanza e ben-essere, questione di scelte) che siamo sempre più grassi e più malati, nonostante l’abbondanza di risorse. Cosa possiamo fare per prevenire e forse curare obesità, diabete e le altre patologie legate all’abbondanza del mondo “civilizzato”? Una possibile risposta viene dalla dieta Zona, ideata dal biochimico americano Barry Sears. Il primo libro sulla dieta Zona è stato pubblicato negli Stati Uniti nel 1994, con
uno strepitoso successo, che negli anni non è diminuito: quella che al suo avvio sembrava una strana dieta di moda ora viene seguita da moltissime persone in tutto il mondo. Un successo di questo genere non è dovuto solamente al sapiente marketing! Cerchiamo allora di capire cosa ha di così speciale questa dieta americana.
L’homo sapiens è geneticamente programmato per sopravvivere a condizioni ambientali anche avverse, grazie alla sua capacità di immagazzinare nutrienti sotto forma di adipe. Non viviamo più in compagnia di dinosauri e Mammoth, ma le nostre cellule non lo sanno: siamo scimmioni in giacca e cravatta, il nostro DNA è quasi identico a quello dei nostri progenitori che vivevano nell’era paleolitica, seminudi e con un bastone appuntito quale unico mezzo di difendersi e procurarsi la cena. Altro che 4 salti in padella! L’agricoltura e la pastorizia esistono solamente da 10000 anni, praticamente un minuto in confronto ai tempi lunghissimi necessari all’evoluzione del patrimonio genetico.
Di conseguenza, per stare davvero bene dovremmo alimentarci come i nostri progenitori, che non conoscevano pane pasta e pizza, né gelati (purtroppo per loro) ma sopravvivevano grazie a selvaggina, pesce, piccoli animali, insetti, molluschi, radici, tuberi, bacche, frutta. Si ipotizza che la composizione della dieta paleolitica fosse approssimativamente 40% da carboidrati a basso indice glicemico, ricchi di fibre e micronutrienti (radici bacche ecc, come sopra), 30% da proteine (soprattutto selvaggina, quindi – all’epoca- carne magrissima) e 30% da grassi (noci, olive, e tutto il poco grasso dei magrissimi animali).
Ai nostri antenati mancavano i confort moderni, ma non la salute: morivano giovani a causa di incidenti, ma le malattie degenerative che tormentano noi uomini moderni erano del tutto assenti, e l’aspettativa di vita sarebbe stata almeno pari alla nostra (se solo avessero avuto gli antibiotici…). Come possiamo fare per raggiungere la salute paleolitica nell’era dell’informatica? Segue alla prossima puntata.

