Riprendo dai post precedenti. Le abitudini moderne stanno portando ad un epidemia globale di obesità e diabete, tanto che si parla di “globesity”, mentre i nostri antenati nel paleolitico godevano di ottima salute. Le differenze nelle abitudini alimentari sono enormi; proviamo ad analizzarle e a capire perché le abitudini odierne sono sbagliate.
Il dr. Barry Sears, ideatore della dieta Zona, è partito da queste considerazioni: se abbiamo gli stessi geni dell’uomo
paleolitico, allora per stare bene dovremmo mangiare nella stessa maniera, almeno dal punto di vista della composizione. Di qui parte l’ormai famosa formulazione 30: 40: 30 come rapporto tra proteine, carboidrati e grassi.
Secondo il dr. Sears l’eccesso di carboidrati è il vero responsabile di obesità e sovrappeso e in questa ottica le linee guida nutrizionali ufficiali, che raccomandano di assumere il 50-55% delle calorie da carboidrati, il 15-20 % dalle proteine ed il 25-30% dai grassi, sono destinate a creare obesità; non solo, ma anche le diete ipocaloriche basate su queste indicazioni sono destinate a fallire, come molti avranno constatato di persona! Ma per quale motivo?
Iniziamo dal metabolismo dei carboidrati. Questi alimenti sono di rapida digestione: in breve tempo i carboidrati cosiddetti “complessi” vengono digeriti e scomposti in molecole di zucchero (glucosio), che entra nel sangue determinando un aumento della glicemia (= concentrazione di zucchero nel sangue). Questo è indispensabile, in quanto il glucosio è l’unico “carburante” per cervello e globuli rossi, ma se in eccesso è dannoso, ed infati siamo forniti di un sistema di regolazione molto fine per tenere sotto controllo la glicemia: il pancreas “legge” la quantità di zucchero circolante e produce di conseguenza la quantità necessaria di insulina. Questo è l’ormone che ci permette di utilizzare i nutrienti, e ne facilita il trasporto dal sangue ai tessuti, riportando la glicemia nel range della normalità. Praticamente l’insulina “apre” le “porte” dei tessuti-magazzino facendovi entrare gli zuccheri.
Un ingente consumo di carboidrati (soprattutto quando l’attività fisica è scarsa) provoca problemi. Il glucosio viene immagazzinato sotto forma di glicogeno nei muscoli e nel fegato, che hanno però lo stesso difetto dei ripostigli: si riempiono troppo presto. Cosa succede quando sono “pieni”? Il corpo dirotta lo zucchero nei magazzini di riserva, cioè le cellule adipose, e con questo trucco l’eccesso di carboidrati si trasforma in eccesso di peso e trigliceridi ematici alti. Secondo problema, quando le cellule-magazzino sono sempre piene a causa di un alimentazione troppo ricca di carboidrati, l’insulina prodotta “bussa” inutilmente alle “porte” delle cellule, che fanno – per così dire- orecchio di mercante e rifiutano di far entrare il carico. Di conseguenza il pancreas produce ancora più insulina per forzare il processo, e a lungo andare questo causa un fenomeno noto come insulino-resistenza, cioè le cellule non rispondono più all’azione dell’insulina. La conseguenza è un progressivo aumento della glicemia e… della pancia, con un maggiore rischio di diabete e malattie cardiovascolari!
La zona prescrive di moderare fortemente l’apporto di carboidrati raffinati come pane pasta riso e dolciumi, a favore di cereali integrali, verdura e frutta, carboidrati più vicini a quelli consumati dai nostri progenitori. Ad ogni pasto poi è bene consumare anche proteine d un po’ di grassi. Questa combinazione permette di non stimolare eccessivamente l’ormone insulina, e di mantenere costante la glicemia per un tempo abbastanza lungo.
30:40:30. Non è una formula magica, ma in molti casi sembra davvero una magia: niente fame, sensazione di energia e benessere, perdita di peso. Ed in molti casi un grosso miglioramento del controllo glicemico, anche in chi ha il diabete. Forse anche l’OMS potrebbe prendere in considerazione una modifica delle raccomandazioni ufficiali?

anno quasi tutte, grasse e magre, giovani e vecchie. Ma cos’è, perchè si forma, e soprattutto cosa fare per eliminarla?

