Going alkaline: 100% alcalino

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pasto alcalino, ricetta alcalina, PRAL alcalinizzante
Sono una di voi e come molti di voi ho sperimentato il lato oscuro dell'alimentazione. Incoraggiata dalla Dott.ssa Molinari vi riporto la mia testimonianza, la mia esperienza di questi ultimi mesi. 
 
Con l'articolo 100% acidic vi abbiamo fatto l'esempio della pizza, in questo articolo vi raccontiamo una storia: la mia.

Da quando ho scoperto l’esistenza dell’alimentazione alcalinizzante, non ho più potuto far finta di nulla. E il mio organismo mi ringrazia felice per aver iniziato a favorirgli il lavoro, anziché ostacolarlo.

Per inciso, da quando ho iniziato “going alkaline” (due mesi e mezzo) sto progressivamente tornando alla vita: via la panza gonfia, via i brufoletti, via la cellulite, via l’acidità di stomaco, l’eruttazione, il reflusso e la gastrite; quasi via i dolori osteoarticolari e il mal di testa. Ho la pelle del viso MOLTO più luminosa, i capelli lucidi e le unghie non si disintegrano più appena superano il micron di lunghezza. E poi: energie da vendere, lucidità mentale, buon umore e dormo come un tasso.
 
In poche parole, IL MIO CORPO SI STA DISINFIAMMANDO!
 
Per mia indole, quando scopro, studio e sperimento qualcosa di efficace che possa aiutare anche un solo essere umano a stare meglio, a liberarsi di dolori e sofferenze, io condivido, condivido, condivido.
 
Oltre tutto si tratta semplicemente di capire la ragione di cose che già sappiamo praticamente dalla nascita, ovvero perché da piccoli ci hanno ossessionati con gli spinaci (arrivando ad assoldare Braccio di Ferro come testimonial), o perché non bisogna mangiare troppi dolci, o perché quando si è in ansia bisogna respirare a fondo.
 
In fondo è l’uovo di Colombo!
 
Ed ecco l’unico, solo ed efficace trucco per uscire dall’acidità senza traumi e diventare ghiotti di cibi alcalinizzanti:
I cibi devono essere buoni e di gran soddisfazione. Punto. Tutto qui.
È banale? No, è ovvio ma a quanto pare, per nulla scontato.
 
I concetti stessi di “dieta” e “regime alimentare” evocano inevvitabilmente una dittatura fatta di divieti, privazioni e sacrifici. Quando senti qualcuno che dice “sono a dieta” il pensiero corre a pallidi e smagriti petti di pollo che galleggiano nell’acquetta rilasciata dai finocchi strabolliti, accompagnati da quattro-dico-quattro foglie di insalata semiscondita.
Ecco perché non mi piace parlare di “dieta alcalina" ma preferisco ricorrere ai più positivi cibo o stile di vita alcalinizzante o perfino cedere all’inglesismo going alkaline.
 
Si sappia: io mangio piatti super abbondanti e buonissimi, saporiti, conditi, speziati, gustosi e mi diverto a combinare gli ingredienti “amici” per creare abbinamenti nuovi che soddisfino le papille gustative mie e dei miei ospiti - che tra l’altro non sospettano minimamente di essere a “dieta”, visto che li rimpinzo di cibi, a loro detta, spettacolari e che non fanno fatica a digerire.
 
Ricapitolando: 
- pur essendomi stata diagnosticata un’infiammazione cronica sistemica (derivata da una celiachia congenita scoperta solo 15 mesi fa), preparandomi pasti alcalinizzanti mi sono disinfiammata in soli due mesi e mezzo;
- invento per me e per i miei ospiti dei piatti spettacolari, che mi diverto tantissimo a cucinare e soprattutto a mangiare;
- io e i miei ospiti digeriamo tutto;
- dormo bene e mi sveglio piena di energie
 
Tutto questo solamente mangiando. Mica male, no?
 
Sulle nostre pagine Fb DietaZona e Massamagra pubblichiamo quotidianamente ricette, spunti, trucchi, consigli, rispondiamo con entusiasmo a tutte le richieste di info e condividiamo le novità.
 
Per progettare e condividere pasti in zona e alcalinizzanti utilizzo l’app ProZoneEvolution
Nella foto un esempio di pranzo alcalinizzante buono, abbondante, in zona e velocissimo da preparare.
E non occupa nemmeno molto volume, quindi ve lo potete portare agevolmente al lavoro.
È ricco di ingredienti furbi e che si accostano benissimo tra loro.
Le albicocche secche si sposano perfettamente con il gusto affumicato dello speck. Sono alcalinizzanti e la quantità di carboidrati è minima.
Il succo di lime evita che l’avocado ossidi e ne smorza “l’effetto grasso” che qualcuno non gradisce.
 
E che dire della curcuma, che ha PRAL -46.669? Ne ho aggiunto un cucchiaino assieme al riso basmati e ai funghi affettati, un pizzico di sale, tanta acqua quanto riso, e ho cucinato coperto per circa 10’, fino a quando l’acqua non è stata assorbita, a fuoco basso.
 
Codice pasto: Speckavocado_pasto_8-93y
 
50 g avocado  PRAL -8.6,6
50 g speck PRAL 9.5
2 noci fresche PRAL 5.6
160 g spinaci baby PRAL -11.8
olio evo qb
2  albicocche secche  PRAL -33.071
45 g  bresaola 15.7
succo di lime PRAL -1.7
60 g  riso basmati PRAL 4.3
200 g funghi coltivati PRAL -8.3
1 cucchiaino curcuma PRAL -46.669
 
Enoy!